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  • 5 consigli per ristrutturare un bagno di piccole dimensioni

    5 consigli per ristrutturare un bagno di piccole dimensioni

    Rinnovare o ristrutturare un bagno con una metratura ridotta può sembrare un’impresa impossibile, ma capirete che non è così. Vi daremo 5 consigli per ristrutturare un bagno di piccole dimensioni, con soluzioni per sfruttare ogni centimetro a disposizione e dilatare visivamente gli spazi.

    COLORI E MATERIALI DI BASE

    Il primo consiglio per ristrutturare un bagno di piccole dimensioni è l’uso sapiente del colore. I colori influiscono molto sulla percezione dello spazio, contribuendo a dilatare gli spazi o rimpicciolirli.

    Alcune cromie furbe.

    La scala dei beige è un palette particolarmente indicata per allargare e ammorbidire gli spazi, perfetta se abbinata ad un arredamento in stile minimale.

    Le tinte pastello in generale sono molto indicate, l’importante è non scegliere più di tre tonalità, nel caso in cui si attinga dalla stessa palette, due se si vuole giocare con i contrasti.

    Bianco sì, ma in contrasto. I contrasti sono molto funzionali per gli spazi ridotti, movimentano le superfici creando effetti ottici di dilatamento.

    Anche la carta da parati è una soluzione molto utilizzata, posta in punti strategici può dare alla parete un effetto di prospettiva. La carta da parati deve essere impermeabile, concepita quindi appositamente per ambienti umidi e al contatto con l’acqua, o comunque con una copertura a base di resina idrorepellente.

    Anche per i pavimenti i toni neutri e pastello sono sa preferire. Meglio optare per un rivestimento continuo, senza fughe e interruzioni o piastrelle di grandi dimensioni.

    Alcuni nuovi materiali si prestano bene ad essere utilizzati sia come rivestimento che come pavimentazione.

    Cemento, resina e gres daranno al vostro bagno un’allure estremamente moderno, questi materiali sono inoltre di facile manutenzione il che renderà il vostro bagno anche molto funzionale.

    PORTE E FINESTRE

    Quando si deve ristrutturare un bagno piccolo l’ideale sarebbe quello di sostituire la tradizionale porta a battente con una scorrevole. Ad oggi in commercio ne esistono di tantissimi materiali così che potrete trovare quella più adatta al vostro stile di arredamento.

    Lo stesso vale per i punti luce naturale. Scegliere una finestra scorrevole (o con apertura vasistas) è decisamente una buona idea salvaspazio.

    DOCCIA Sì

    I box doccia attuali forniscono diverse soluzioni. Multifunzionali e con idromassaggio verticale sono realizzati per garantire lo stesso confort di una vasca da bagno.

    Se nel vostro bagno c’è una rientranza, sfruttatela per creare un box su misura. Vengono realizzate a partire da 80×80 cm. La scelta migliore potrebbe essere un piatto angolare semicircolare. Meglio optare per porte in vetro così da non togliervi spazio visivo.

    SANITARI

    Quando si ha una metratura ridotta una soluzione salvaspazio è scegliere i sanitari in modelli sospesi o a filo parete. I sanitari sospesi mantengono il pavimento sgombro permettendo alla luce di poter passare, rendendo visibilmente lo spazio più ampio. Inoltre, mantenere la pulizia sarà più semplice.

    Per quanto riguarda il wc, un consiglio ulteriore è quello di scegliere una cassetta di scarico interna. Non è possibile applicare sempre questa soluzione ma potrete valutarne la fattibilità insieme all’impresa di ristrutturazioni Torino che eseguirà i lavori.

    Il lavabo, così come per wc e bidet, meglio sceglierlo sospeso o in alternativa da appoggio. I lavabi mediamente hanno una profondità di 50 centimetri, ma avendo a disposizione poco spazio si potranno scegliere modelli che partono dai 25 centimetri.

    SPECCHIO

    Oltre alla chiara funzionalità, contribuisce nel rendere visivamente più ampio uno spazio ma anche a riflettere e diffondere la luce. Meglio se ovali o tondeggianti, l’assenza di spigoli toglie visivamente meno spazio e rende le pareti più armoniose.

    In mancanza di luce naturale, creare più punti luce artificiali. Un’idea potrebbe essere quella di scegliere uno specchio con luci incorporate, a contatto con una superficie riflettente la luce si amplifica irradiandosi per tutta la stanza.

    Avevamo parlato di 5 consigli, ma vogliamo aggiungerne un sesto.

    PICCOLI DETTAGLI

    In un piccolo ambiente i dettagli sono importantissimi e possono fare la differenza.

    Se per i toni della pavimentazione, dei mobili e dei rivestimenti è bene puntare sulla neutralità, per dare un tocco più personale al nostro bagno potremmo puntare su dettagli colorati e personalizzati (asciugamani, portaspazzolini, etc.).

    In un bagno di piccole dimensioni è possibile, dove presenti, sfruttare le nicchie per installare un termoarredo che unisce la funzionalità al design, riscalda l’ambiente e permette di arredarlo con stile, o in alternativa creare basi di appoggio e mensole.

     

  • Cos’è l’adeguamento Istat Affitto?

    Cos’è l’adeguamento Istat Affitto?

    Cos’è l’adeguamento Istat Affitto?

    L’adeguamento Istat è un meccanismo impiegato per riuscire a rendere in linea con il costo della vita un determinato pagamento, come può essere il fitto.

    Di solito l’adeguamento Istat è un meccanismo di rivalutazione che viene effettuato su base annua. Dunque, ogni anno, si ricalcolano alcuni benefici o pagamenti in base all’aumento del costo della vita, in modo da rendere tali importi equi.

    Il costo della vita e l’adeguamento Istat

    Per comprendere al meglio l’adeguamento dell’Istat, bisogna pensare ai prezzi che c’erano sugli scaffali ad esempio, negli anni ’60, sicuramente le cose costavano molto meno di oggi, ma anche gli stipendi erano più bassi, e di conseguenza lo era il costo della vita.

    Nel corso del tempo i costi e i salari sono aumentati, quindi ci sono stati dei cambiamenti di prezzo verso l’alto che sono dipesi da diversi fattori come: dazi, mutamenti politici, costo o disponibilità delle materie prime, mutamenti economici ecc…

    Su tutti questi fattori, ogni anno l’Istituto nazionale di statistica conosciuto anche come Istat, calcola l’adeguamento del costo della vita che poi può incidere anche sul costo dell’affitto.

    Canone di affitto: come incide l’adeguamento Istat

    Il canone d’affitto si aggiorna in base al tasso d’inflazione che viene emanato annualmente dall’Istat. Questa cifra viene calcolata in base al costo della vita, dopo di ché questa percentuale viene aggiunta al canone mensile che è stato stabilito.

    In ogni contratto di locazione bisogna far comparire una voce che faccia un riferimento esplicito all’adeguamento dell’Istat del canone d’affitto. Questa voce può comparire in due modi differenti nei contratti con canone concordato, in questo caso è una richiesta retroattiva senza arretrati. Nei contratti liberi, in questo caso l’aumento avviene in automatico e a carico dell’inquilino. In questo caso bisogna pagare anche gli arretrati.

    Anche se presente nel canone di locazione, il proprietario può scegliere di non richiedere il pagamento dell’adeguamento Istat. Se invece sceglie di farlo allora dovrà fare una richiesta scritta all’inquilino.

    adeguamento istat

    Come si calcola l’adeguamento Istat?

    Come si può calcolare l’adeguamento Istat annuale per il pagamento del canone di locazione? Nel caso degli affitti si deve:

    Calcolare l’adeguamento Istat in misura del 75% o del 100% a seconda della variazione dei prezzi al consumo. In questo caso si rivaluta l’affitto con questa misura nei contratti 4+4 con incremento non superiore del 100% o nei contratti dei locali commerciali 6+6.

    L’adeguamento prevede il calcolo dell’indice Istat come riferimento e si prende di solito il dato più recente che si ha a disposizione.

    La rivalutazione dev’essere applicata per il mese successivo nel contratto a scadenza annuale. Una volta che il tasso è stato applicato, ogni anno andiamo ad applicare la rivalutazione, la variazione del mese di riferimento rispetto a quello dell’anno precedente.

  • L’affitto di casa si può interrompere?

    L’affitto di casa si può interrompere?

    Tutti possiamo passare dei momenti di difficoltà economica o avere alcuni diverbi con il proprietario della casa che abbiamo in fitto. In questi casi, può succedere che ci si chieda se l’affitto di casa si può interrompere? La legge sulle locazioni, in realtà, non prevede alcuna giustificazione per il mancato pagamento del fitto come previsto dalle leggi del Codice Civile. Ma allora è possibile o no interrompere l’affitto di casa? Vediamo insieme alcune situazioni comuni.

    Il pagamento dell’affitto si può interrompere per problemi economici?

    Ci sono casi in cui ci si trova all’improvviso impossibilitati a versare il fitto per questioni economiche. In queste situazioni molti si chiedono se possono interrompere i pagamenti dell’affitto. La legge purtroppo né per uso commerciale né per uso abitativo prevede la sospensione dell’affitto e del suo pagamento.

    Quindi anche nel caso in cui ci si trovi in difficoltà economiche che sono indipendenti dalla volontà del conduttore, come ad esempio l’improvviso licenziamento, bisogna comunque continuare a pagare l’affitto. L’unica scappatoia potrebbe essere chiedere una proroga al proprietario per pagare le quote successivamente. Ma bisogna considerare che il proprietario può decidere di non accettare la proposta e volere il pagamento mensile come previsto dal contratto.

    L’unica cosa che si può fare in questo caso è recedere prima dal contratto di affitto per giusta causa dando un preavviso di 6 mesi. In questo caso, se si rimane comunque nel periodo di preavviso senza pagare il fitto, il proprietario potrà richiedere lo sfratto che però prevede tempi più lunghi di sei mesi.

    Si può non pagare il canone d’affitto se l’immobile presenta dei problemi?

    Può succedere che si voglia interrompere il pagamento dell’affitto perché l’immobile presenta dei seri problemi che causano l’impossibilità di vivere in modo adeguato. Prima di bloccare il fitto, naturalmente, è necessario parlare con il proprietario e chiedere un intervento sulla caldaia, sulle tubature, sulla muffa, su un problema strutturale. Anche se il proprietario non agisce, non si dovrebbe bloccare il pagamento del fitto, a meno che l’appartamento non presenti difetti eccessivamente pericolosi.

    Ad esempio, la mancanza del riscaldamento, oppure, un’infiltrazione che impedisce l’uso della camera da letto. In questi casi si potrebbe interrompere il fitto per far sì che il proprietario intervenga con i giusti accorgimenti. Il blocco del pagamento del canone può avvenire solo per periodi brevi e comunque se non è più vivibile l’appartamento sarà necessario lasciarlo appena possibile. Perché a lungo andare il proprietario potrebbe richiedere lo sfratto.

    Si può non pagare il fitto se si vantano credito con il proprietario di casa?

    Si può non pagare il fitto nel caso in cui si vantino dei crediti con il proprietario dell’immobile? L’affitto dovrebbe essere pagato sempre, come abbiamo accennato non ci sono scappatoie. Ma questo vale anche quando si sono anticipati dei lavori e si attende che il proprietario li rimborsi? Sì, anche in questo caso bisogna pagare l’affitto e farsi rimborsare a parte eventuali lavori effettuati a spese proprie anche se doveva pagarli il proprietario di casa. Se il proprietario non vuole restituire i soldi dei lavori bisognerà procedere con la giurisprudenza.

  • Revoca amministratore di condominio : ecco come fare

    Revoca amministratore di condominio : ecco come fare

    Revoca amministratore di condominio : ecco come fare :  La revoca dell’amministratore, è una procedura che serve a salvaguardare i diritti dei condomini.

    In via ordinaria è di competenza dell’assemblea, e si verifica con la maggioranza calcolata in base il valore delle quote di proprietà (millesimi) oppure con le direttive previste dal regolamento di condominio se differenti e legittime.

    Revoca amministratore di condominio

    La revoca dell’amministratore può essere deliberata in ogni tempo dall’assemblea.

    Può anche essere disposta dall’autorità giudiziaria, su ricorso di ciascun condomino, nel caso previsto dal quarto comma dell’articolo 1131, se non rende il conto della gestione, cioè in circostanze di gravi irregolarità.

    In quest’ultimo caso, la revoca dell’amministratore di condominio può anche essere chiesta da un solo condomino.

    Il riferimento normativo è l’articolo 1129 del codice civile, che annuncia anche le regole per il pagamento delle spese legali, che il singolo proprietario può addebitare al condominio, il quale a sua volta può addebitarle all’amministratore revocato.

    Come si revoca amministratore

    La legge decide che l’incarico dell’amministratore ha durata di un anno e, in caso di mancata revoca, si intenderà rinnovato per un altro anno.

    Tuttavia, i condomini possono sempre disporre la revoca dell’amministratore con le modalità annunciate nel regolamento di condominio.

    Se invece,  il regolamento non disciplina la revoca dell’amministratore serve una delibera favorevole dell’assemblea con la maggioranza dei presenti che rappresenti come minimo la metà del valore dell’edificio.

    Altresì la revoca può però essere disposta dall’autorità giudiziaria su richiesta anche soltanto di uno dei condomini se ricorrono alcuni dei gravi motivi stabiliti dalla legge.

    Si tratta di circostanze in cui l’amministratore non è più in possesso dei requisiti di legge per svolgere l’incarico o ha commesso pesanti irregolarità nel corso del suo mandato.

    revoca amministratore di condominio

    Articolo di legge 1129

    Per quanto riguarda le gravi irregolarità, il fondamentale articolo in materia è il 1129 “nomina, revoca ed obblighi dell’amministratore”.

    La legge, il suddetto articolo 1129c.c., individua una serie di “giuste cause” per le quali si può revocare l’incarico:

    • – l’omessa convocazione dell’assemblea per l’approvazione del rendiconto condominiale, il ripetuto rifiuto di convocare l’assemblea per la revoca e per la nomina del nuovo amministratore o negli altri casi previsti dalla legge
    • – la mancata esecuzione di provvedimenti giudiziari e amministrativi, nonché di deliberazioni dell’assemblea
    • – la mancata apertura ed utilizzazione del conto di corrente condominale
    • – la gestione secondo modalità che possono generare possibilità di confusione tra il patrimonio del condominio e il patrimonio personale dell’amministratore o di altri condomini; l’aver acconsentito, per un credito insoddisfatto, alla cancellazione delle formalità eseguite nei registri immobiliari a tutela dei diritti del condominio;
    • – qualora sia stata promossa azione giudiziaria per la riscossione delle somme dovute al condominio, l’aver omesso di curare diligentemente l’azione e la conseguente esecuzione coattiva;
    • – l’inottemperanza agli obblighi circa la tenuta dei registri condominiali: anagrafe, contabilità, nomina/revoca amministratore e verbali.
    • – l’omessa, incompleta o inesatta comunicazione dei dati circa i propri dati anagrafici, professionali e del codice fiscale

    In questo caso si può “mandare via” l’amministratore perché non ha rispettato le norme. L’amministratore revocato dall’autorità giudiziaria non potrà più essere nominato dall’assemblea.

  • Ricevuta affitto : Facsimile, marca da bollo

    Ricevuta affitto : Facsimile, marca da bollo

    Ricevuta affitto : La ricevuta di affitto è quel documento (più o meno formale) che il locatore consegna al momento di pagare il canone mensile di locazione, dopo aver ricevuto il corrispettivo stabilito.

    Ricevuta affitto

    Per evitare di incorrere in possibili problematiche è bene sapere come compilare una ricevuta d’affitto, quel documento che il locatore consegna per pagare il canone mensile, dopo aver ricevuto il corrispettivo stabilito.

    Importante è anche sapere come ottenere le quietanze di pagamento e come potersi comportare se l’affittuario non è regolare nei pagamenti.

    Tale documento, serve a certificare il saldo del pagamento relativo al mese in oggetto.

    Pertanto il ruolo della ricevuta di affitto è centrale, in quanto salvaguarda dalla successiva richiesta di pagare nuovamente un mese già pagato.

    A cosa serve la ricevuta

    La ricevuta d’affitto ha una doppia funzione: serve sia al proprietario dell’immobile per dimostrare che l’affitto mensile è stato pagato e sia a testimoniare il pagamento da parte di colui che si trova in affitto.

    Quindi si consiglia di controllare sempre che le ricevute di pagamento siano in regola, e soprattutto conservale gelosamente.

    Essa è regolata dall’art. 1199 del codice civile, il quale stabilisce che “il creditore che riceve il pagamento deve, a richiesta e a spese del debitore, rilasciare quietanza e farne annotazione sul titolo, se questo non è restituito al debitore”.

    ricevuta d'affitto

    Questo significa che la ricevuta può essere rilasciata quando il locatore coglie il pagamento mensile dell’affitto, avendo così l’obbligo di consegnare la ricevuta del versamento.

    Per ritenersi valida una ricevuta d’affitto deve contenere dei dati obbligatori, ovvero: l’indicazione del titolare del contratto d’affitto; la causale del pagamento; la somma del canone mensile; la data e la firma di chi riceve la somma pattuita.

    Facsimile ricevuta affitto

    Il modello ricevuta affitto, deve essere compilato con i dati attinenti al proprietario e all’affittuario, indicando il numero della ricevuta, la data e la causale. Inoltre ci deve essere l’esatto riferimento della registrazione contratto di locazione presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate.

    facsimile ricevuta d affitto

    https://www.marbaro.it/modello-ricevuta-affitto-pdf.asp

    Marca da bollo su ricevuta affitto

    La ricevuta di affitto richiede tassativamente il pagamento e l’apposizione di un bollo.

    A norma di legge, deve essere apposto un bollo del valore di 1,81 euro per ciascuna ricevuta di pagamento la cui entità monetaria certificata è pari o superiore a 77,47 euro, non soggette a IVA.

  • Affitto con riscatto

    Affitto con riscatto

    Affitto con riscatto    : Nel settore immobiliare si stanno diramando una varietà di formule contrattuali indirizzati a far acquisire al compratore la proprietà degli immobili con un esborso graduale del prezzo di vendita.

    Affitto con riscatto

    L’idea dell’affitto con riscatto è di origine britannica e si è già estesa in molti paesi. In Italia è ancora poco impiegato ma sono in molti a chiedersi come funziona e quali sono le tasse da pagare.

    affitto con riscattto

    L’affitto con riscatto è una formula d’acquisto basata sull’utilizzo di due contratti, quello della locazione e quello dell’opzione per l’acquisto; il compratore prende in affitto l’immobile pagando un canone più alto destinato a coprire una quota dell’acconto prezzo, in caso di opzione per l’acquisto manifestata alla scadenza. I canoni mensili sono dei veri e propri canoni d’affitto.

    Al termine del periodo locativo l’inquilino ha la possibilità di “riscattare” parte degli importi versati mensilmente come affitto, per ammortizzare parte del prezzo dell’immobile.

    Ovviamente il prezzo per la conclusione dell’acquisto viene fissato all’interno del contratto.

    Il contratto di affitto con riscatto fa pervenire dei vantaggi sia per l’inquilino-compratore che per il proprietario.

    Le caratteristiche di un simile contratto sono: la flessibilità, un affitto a riscatto dura dai 2 ai 4 anni; la caparra, è propedeutica alla stipula del contratto, ma il futuro acquirente versa un caparra-anticipo equivalente al 6/8% del valore della casa; la maggiorazione della quota mensile: il venditore ha l’obbligo di maggiorare del 14% la quota mensile dell’ affitto.

    Affitto con riscatto come funziona

    L’affitto con riscatto è un contratto che presenta la possibilità all’affittuario di divenire proprietario del bene dopo un periodo di locazione. Il contratto di affitto con riscatto può essere utilizzato sia per la locazione e l’acquisto di beni mobili che di beni immobili.

    Solitamente è più comune proprio quello dei beni immobili e, in specifico, delle case.

    Ma come funziona il contratto di affitto con riscatto?

    come funziona affitto con riscatto

    Nel momento in cui le parti stabiliscono di procedere per un affitto con riscatto vengono stipulati due contratti: il primo rappresenta un normale contratto d’affitto in cui il canone per il locatario è generalmente fissato a un prezzo pari a circa il doppio di quello ordinario; il secondo contratto è un’opzione sull’acquisto dell’immobile, con prezzo bloccato alla scadenza dei termini (di solito si tratta di 3 anni).

    Entro il termine previsto dall’accordo, si può proseguire all’effettiva compravendita del bene, con il passaggio del diritto di proprietà. Al momento della vendita si tiene conto, per intero oppure solo parzialmente, dei canoni d’affitto versati sino a quel momento.

    Come si calcola affitto con riscatto

    Se offrite ad un proprietario il 25 % del prezzo (in parte come caparra ed in parte come acconto prezzo restituibile in caso di recesso)  potrete  richiedere che il versamento mensile (normalmente comunque superiore all’ipotetico affitto) sia in prevalenza da scomputarsi dal prezzo.

    come si calcola affitto con riscatto

    Se invece offrite soltanto il 5 % il proprietario richiederà presumibilmente un canone quasi uguale a quello di una normale locazione. Riferendovi alla vostra agenzia, vi suggerirà per il migliore “bilanciamento” degli importi.

  • Euribor mutui cambia

    Euribor mutui cambia

    Tra circa due anni, il tasso  dei mutui EURIBOR cambierà, nel 2019

    EURIBOR cambia e diventa più stabile (forse)

    attualmente il problema dei tassi che regolano i mutui e gli acquisti di immobili è il loro stretto legame al mercato finanziario e  in particolare alle ormai 20 banche prese in esame per valutarne il tasso.

    Da questa considerazione ne deriva che il tutto viene deciso da queste 20 banche, da cosa fanno, da chi presta soldi a chi, dalla loro condotta o azioni.

    E’ quindi un mercato troppo blindato da meccanismi di pochi giocatori, al contrario di qualche anno fa, dove erano ben 44 le banche in considerazione.

    euribor cambia
    euribor cambia

    Obiettivo EURIBOR 2019

    L’obiettivo che si sta ponendo EMMI che che controlla EURIBOR è quello di stilare un documento per far entrare nel 2019 un sistema più solido, che prenda in considerazione i movimenti azionari delle 20 banche ma che sia collegato a sistemi più solidi, come la BCE.

    La volontà sarebbe quindi quella di far entrare un nuovo giocatore, la BCE per dare stabilità ed evitare perdite di milioni di miliardi in caso di svalutazione dell’EURIBOR.

    Vediamo che se riusciranno in quest’obiettivo.

  • L’ ipoteca mutuo

    L’ ipoteca mutuo

    L’ ipoteca mutuo cos’è?

    La prima cosa che vogliamo spiegare è il concetto di ipoteca, l’ipoteca è un vincolo che viene applicato ad un immobile.

    Tale vincolo è scritto in presenza del notaio al momento della concessione del muto e ne assume valore legale,  viene stipulato dalla Banca/istituto di credito che eroga un mutuo oppure un prestito e il proprietario dell’immobile.

    Durante questo vincolo è possibile  cambiare intestatario del mutuo, al contrario, non è possibile vendere, a meno che contestualmente alla vendita non si estingua il debito residuo

    Perchè si mette un’ipoteca

    E’ ormai  una prassi molto consolidata e raramente non si stipula, è un modo molto sicuro per gli istituti di credito di rientrare del credito erogato qualora ci sia insolvenza.

    Se quindi dopo un certo periodo di tempo e rate, il debitore non paga, la banca ha il diritto, grazie all’ipoteca, di vendere l’immobile all’asta e rientrare della somma.

    Cancellazione

    la cancellazione dell’ipoteca, oggi, avviene in automatico quando le rate e le eventuali insolvenze sono terminate. Qualche anno fa, invece, era necessario farsi fare una lettera dalla banca a andare dal notaio.

    Mutuo senza ipoteca

    ipoteca mutuo
    ipoteca mutuo

    e’ possibile chiedere questa soluzione, di solito quando si chiede un mutuo per liquidità, gli svantaggi sono che i tassi sono più alti, e naturalmente viene concesso solo se il rischio di insolvenza per la banca è praticamente nullo.

    I gradi dell’ipoteca

    L’ipoteca può essere di primo, secondo, terzo grado, a seconda di quanti creditori possono rivalersi sul bene, determinando l’ordine di priorità.

    Un’ipoteca di secondo grado potrà soddisfare il relativo creditore solo quando il ricavato del bene avrà soddisfatto pienamente il creditore che ha sottoscritto l’ipoteca di primo grado.

  • La sospensione temporanea delle rate di un mutuo

    La sospensione temporanea delle rate di un mutuo

    La sospensione temporanea delle rate di un mutuo : è una forma prevista secondo modalità stabilite nel contratto di mutuo o a seguito di eventi catastrofici naturali (in questo caso interviene lo stato).

    La sospensione temporanea delle rate di un mutuo

    per alcuni tipi di mutuo e a seconda dell’istituto bancario con cui avviene la stipula, è possibile chiedere la sospensione temporanea delle rate di un mutuo.

    Può avvenire:

    • per un certo numero di volte limitato
    • dopo aver pagato almeno alcune mensilità
    • secondo modalità e casi specifici

    Per i lavoratori precari si consiglia sempre un’assicurazione apposita che tutela questa particolarità

    Perdita del posto di lavoro

    Attualmente la legge interviene con fondi speciali, stabiliti secondo regole precise, attualmente  per il biennio 2015/2017 abbiamo 23 mila richieste , le quali  si possono presentare entro il 31 dicembre 2017.

    Questa forma assistenziale non copre chi ha già un’assicurazione contro la perdita del posto di lavoro

    La domanda deve essere presentata in banca, in caso di approvazione (in base ai fondi e alle domande) si ottiene la sospensione fino a 12 mesi nel pagare la quota capitale, invece, è necessario continuare a pagare la quota di interessi.

    Seppur minima, è comunque una forma di aiuto per chi perde il posto di lavoro

    la sospensione delle rate di un mutuo
    la sospensione delle rate di un mutuo

    Calamità naturali

    Di recente a seguito di gravi disastri (vedi i terremoti), lo stato può mettere a disposizione un fondo straordinario e far interrompere le rate del mutuo per un tot di numero di mesi o anni a seconda della gravità della situazione.

  • Perché non viene concesso un mutuo?

    Perché non viene concesso un mutuo?

    Perché non viene concesso un mutuo? Ci sono diversi elementi per cui non viene concesso un mutuo. Il più comune di questi, ma non tanto ovvio, è il  rischio di insolvenza da parte del mutuatario.

    Le altre casistiche sono ad esempio problematiche pregresse del  richiedente o dell’immobile.

    Richiesta di un importo totale troppo alto

    Questo è il caso  classico, molto comune, si chiede un importo troppo alto per il nostro reddito o per la nostra età.

    Come già detto, infatti, l’importo deve entrare nella rata sostenibile mensile che abbiamo deciso di chiedere

    se ho una rata sostenibile massima di 600 euro, non posso chiedere un mutuo di 600.000 euro in quanto nemmeno in 30 anni riuscire ad onorare con 600 euro al mese questa somma.

    Quindi deve chiedere un importo totale di mutuo inferiore, questo equivale in molti casi a scegliere una casa diversa, meno costosa, oppure a versare i contanti necessari che comprano la differenza della rata.

    Età è un altro fattore importare, a 60 anni, non posso chiedere un mutuo di 30 anni, non mi viene concesso in quanto il rischio d’insolvenza a lungo termine è troppo grande.

    Cattivi pagatori

    Questo è un caso molto particolare, per il quale di solito non  c’è rimedio.

    Quando non si pagano un certo numero di rate di un prestito oppure le si pagano in ritardo, si viene segnalati nelle banche dati dei rischi finanziari e quindi si viene etichettati come “cattivi pagatori”.

    Le banche, vedendo il vostro nome in questi data-base, possono non erogare nessuna forma di credito per evitare il verificarsi nuovamente di questi problemi.

    I dati presenti delle centrali dei rischi finanziari devono essere rimossi per legge dopo un tempo prestabilito

    Dopo un certo periodo di anni, i database vengono bonificati dai cattivi pagatori, ogni cittadino, può verificare la sua situazione:

    In Italia c’è la centrale rischi della banca d’Italia e la SIA che sono società pubbliche. La CRIF è invece una società privata.

    Reddito incerto

    se non si ha un reddito dipendente a tempo indeterminato, vengono presi dei parametri che ogni banca ha per capire se è opportuno dare un finanziamento oppure no in quanto sarebbe troppo alto il rischio di restituzione.

    In quest situazione ci sono anche i lavoratori atipici, e i redditi non dimostrabili in quanto ad esempio stagionali.

     

     Registro dei protesti

    Il protesto è quando non abbiamo pagato una rata o serie si rate , l’ufficiale giudiziario è  venuto a casa nostra ma non abbiamo assolto il compito di restituire il denaro, in questo caso si viene iscritti al registro dei protesti.

    Sono sopo qualche giorno che abbiamo pagato avviene la cancellazione, attenzione che può essere l’inizio della nostra iscrizione al registro dei cattivi pagatori.

     Scarso valore dell’immobile

    Perché non viene concesso un mutuo
    Perché non viene concesso un mutuo

    Tramite la perizia obbligatoria della Banca, viene stabilito il valore di mercato dell’immobile, la banca, a seguito di questa stima, dà l’80% del mutuo.

    Questa situazione è quella classica, ma ciò potrebbe non servire per l’acquisto dell’immobile in quanto potrebbe costare molto di più in quanto il venditore, avendone per esempio un legame affettivo, potrebbe decidere di venderla solo ad un prezzo di gran lunga maggiore.

    In  questo caso, la banca non eroga il mutuo chiesto.

    Irregolarità edilizie

    E’ importante che nell’immobile prestato in garanzia non sussistano irregolarità edilizie o catastali.